Aironi e Cicogne al Parco di Racconigi-Cuneo

 

Aperto al visitatore con barriere architettoniche presenti- A pagamento

Open- handicap accessible-Ticket

I caNperisti sono graditi

Info stradali e sosta camper a fondo pagina

 

 

 

 

La splendida Reggia di Racconigi apre le porte del suo giardino con tutto il fascino e i fasti di un periodo storico italiano non troppo distante da noi. Se il palazzo in sé ha un indubbio velo di maestosità, il suo giardino non è da meno, ancora oggi sorprendente e visitabile piacevolmente in ogni periodo dell’anno.

Il suo aspetto  attuale rimarca visibilmente quello che nell’800 gli è stato dato da Kurten  per volere di Carlo Alberto. 

Questo richiedeva all’ideatore un luogo dove potersi immergere in completa tranquillità lasciando le problematiche di Stato al di fuori del parco; un luogo quindi di completo riposo e di rilassatezza per ‘ricaricarsi’ dal lavoro. 

Disseminato di  stabili che ben riconducono a momenti di allegria e di gioco ma anche momenti di vita quotidiana trascorsa da una famiglia che forse voleva qui la sua parte di normalità umana, troviamo il canile, erano vivevano i cani,  la Dacia Russa e la Fagianaia  in cui  uccelli esotici e altri più comuni che venivano usati sia per la caccia e per la tavola, la romantica Darsena da dove partivano piccole imbarcazioni che dal canale raggiungevano il Grande Lago. 

Il Parco, infinito spazio in cui ci si perde sempre molto volentieri, ospita piante secolari tra cui poderosi platani e gentili betulle, gioiosi ippocastani che giocano a nascondere i caldi raggi del sole, colorati Alberi di Giuda che spesso ritroviamo tristi nelle nostre grigie città e che invece qui esplodono nella loro semplice bellezza fino all’ormai famoso Olmo del Caucaso, forse un regalo al Re… 

Ma come sempre la ricerca dei fiori si fa pressante per noi che amiamo queste creature tanto da non poterne fare a meno.

I timidi muscari  invadono gioiosi le rive del lago mentre narcisi, tulipani e altre bulbose attendono di sfoggiare i loro abiti più belli, in onore di una primavera ormai alle porte.

Ma la sorpresa più bella e attesa di questo luogo è la presenza di aironi e di cicogne che, con le loro storie e le loro leggende, fanno, insieme ai cigni, un luogo di straordinaria bellezza ed emozione. 

Splendide e rigogliose  quinte verdi  poste in fondo al grande parco precedono le  le Margarie, meraviglioso complesso in stile neogotico che un tempo era l’Azienda Agricola e dove una delle più grandi e ricche serre del tempo custodivano gelosamente piante da fiore e da frutto. 

Lungo il percorso ritroviamo anche opere scultoree quali l’Obelisco che ricorda la vittoria militare del Trocadero , la Torre sulle rive del Grande Lago e l’eremitaggio che rimane un po’ nascosto dalle lunghe fronde degli alberi. 

Il Parco naturalmente è un meraviglioso spazio verde e Carlo Alberto, così come ogni visitatore che lo attraversi, amava perdersi tra le contorte radici delle piante secolari: platani, aceri, ippocastani, betulle, carpini vivono accanto al ginko biloba, ad un magnifico olmo del Caucaso, all’albero di Giuda, al liriodendro, solo per citare alcune specie. 

Ritroviamo con immensa gioia questo gioiello,patrimonio di tutti noi, dopo anni di incuria e di abbandono.

Troppe traversie si sono accavallate in questo luogo oggi che hanno solo recato danni e offese ad un patrimonio culturale e naturalistico di alto pregio.

Ma qui, poiché vi è sempre un lato positivo anche in questa fiaba, l’incuria e abbandono hanno reso possibile la vita serena di alberi e di specie animali che altrove non potevano più esistere, qui nidi indisturbati di gazze e di colombelle, di aironi cinerini e di spettacolari cicogne ma anche volpi, lepri e tassi, hanno potuto continuare a scrivere splendide pagine di storia.

 

 

GPS: 44° 46' 08,96'' N

              7° 40' 32,62'' E

 

Indirizzo: Via Morosini, 3

Uscita Autostradale: Carmagnola A6

Area Sosta:attrezzata  per carico/scarico presso il torrente Maira 

(A.L.)

(agg: febbraio 2019)