I Borghi provincia di Asti

Castagnole Lanze, Castelnuovo Don Bosco, Cisterna d'Asti, Cocconat

CASTAGNOLE LANZE

 

Rinomata località per il Barbera e il Moscato, conosciuta in epoca romana quale crocevia di strade di comunicazione, è con il medioevo che questo borgo assume importanza rilevante per le terre appartenute ai Conti di Loreto tra cui Manfredi I detto Lancia (ecco il significato del nome del paese), parente della famosa Bianca, sposa di Federico II.

 

Terra dei Visconti, dei Savoia e legata alla famiglia di Vittorio Alfieri, al confine con la provincia di Cuneo e le Langhe, il borgo  offre al turista alcuni suggerimenti per una visita.

 

La chiesa parrocchiale di San Pietro in Vincoli, sorta nei primi anni del 1700 con il suo altare maggiore voluto da Carlo Giacinto Alfieri, padre di Vittorio, ha al suo interno decorazioni in stucco e oro di ineguagliabile bellezza.

 

Risalendo verso l’antico borgo, pavimentato con ciottoli del fiume Tanaro, si trova  la torre panoramica, risalente alla seconda metà del XIX secolo utilizzata  come osservatorio astronomico.

 

Da ricordare la bella piazza centrale in cui venivano disputate le partite di ‘pantalera’, gioco simile alla pallapugno.

 

 CASTELNUOVO DON BOSCO

 

Luogo importante per la nascita di Giovanni Bosco, qui, sulla collina che prende il suo nome, sorge il maestoso tempio costruito negli anni  ’60 dai salesiani. Il suo centro storico, grazioso e tranquillo, ricorda l’infanzia del santo e conserva la sua casa, il prato e il fienile dove il giovane visse.

 

 CISTERNA d'ASTI

 

Il paese di Cisterna d'Asti si è sviluppato dal periodo romano su  un territorio  collinare, ricco di  boschi e vigneti.

 

Il suo è un esempio di borgo di origini antiche, cinto  da mura e pendii naturali , dominato da sempre dai simboli del luogo,  il castello e la chiesa parrocchiale.

 

Il castello, di impronta medioevale, ha in sé una grande cisterna e grazie a questo viene fatto risalire il toponimo del luogo.

 

Appartenuto dai Vescovi di Asti a Vittorio Amedeo III alla fine del ‘700, con i primi del 900 venne ceduto al Comune del borgo. Originarie sono  le mura della base, la torre a pianta quadrata, i bastioni, il loggiato a sei arcate e volte che presenta stucchi decorati a soggetti mitologici

 

Il Castello oggi ospita l’affascinante  "Museo di Arti e Mestieri di un tempo" con le raccolte di più di 3000 oggetti, suddivisi per ambientazioni a tema e di epoche i tra il Seicento e il Novecento, quale documentazione vivida e semplice della cultura artigiana e contadina del Piemonte, cultura storica e sociale che per nulla deve essere dimenticata. Il racconto si dispiega tra antichi ambienti di lavoro tra cui quello dell’oste, del fabbro, del tabaccaio, del tipografo, in un percorso quasi fiabesco che ci rimanda ad un tempo che a  noi appare molto lontano nel tempo.

 

 

 

COCCONATO

 

 Il nome del  paese di Cocconato, bandiera arancione del Touring Club, singolarmente deriva dal latino ‘cum conatu’ a testimonianza della fatica umana che si doveva spendere nel risalire lentamente verso questo borgo antico. Grazie al suo clima mite, al di sopra delle fredde e nebbiose zone sottostanti, non è raro incontrare qui coltivazioni e riproduzioni di palme e olivi, oltre ad essere riconosciuto luogo di tartufi bianchi.

 

Un tempo il borgo era legato al suo castello di proprietà dei Radicati, famiglia potente con il diritto di battere moneta,  poi dei Savoia. Distrutto durante le guerre franco-spagnole nel 1556, il colle viene scelto da Napoleone quale luogo di  stazione del telegrafo ottico per collegare Parigi con Milano e Venezia.

 

Oggi il bellissimo borgo ospita la seicentesca chiesa della Santissima Trinità e il Palazzo Comunale, edificio civile in stile gotico piemontese con eleganti decorazioni in cotto.

 

Vogliamo ricordare, in campo gastronomico, la famosa Robiola, il Grana padano DOP, il Brus e la Toma, formaggi dal sapore antico e dal profumo invitante del fieno di queste colline.