Il Giardino che ispirò Versailles: Boboli-Firenze

Aperto al visitatore con barriere architettoniche presenti solo in parte- A pagamento

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Boboli, il  ‘giardino’ per eccellenza, museo all'aperto, racchiuso dentro la sua città, parco dal nome  oscuro e  semplice giardino che nasce con il prepotente e maestoso Palazzo Pitti e poi esplode in tutta sua magnificenza dopo circa un secolo,in una città dove il rigore artistico e la magia della fantasia si fondono per esaltare una città unica al mondo.

La prima disposizione che vede la metamorfosi da giardino privato di Palazzo Pitti a grande parco con la famiglia de Medici, viene realizzata dal Tribolo per poi passare alla finezza intellettiva dell’Ammanati, periodo in cui vengono collocate grotte artificiali e statue, e fontane, e laghetti in un turbinio di elementi naturali che comprendevano alberi da frutto, viti,sempreverdi e piante rarissime che mutano con il volgere delle stagioni e immutabili nel corso dei secoli.

Boboli la si conosce così, sempre uguale a se stesso eppure sempre diverso, uno scorcio di lezione di storia dell’arte sempre attuale e sempre rinnovata.

Boboli nasce  quale palazzo verde della famiglia più importante di Firenze e dell’intera Toscana, non tanto quale giardino privato ma simbolo di potenza e di forza, un luogo chiuso di svago dedito ai soli signori della città per dimostrare al mondo dell’epoca l’autorevolezza della famiglia stessa.

Il Seicento vede la  costruzione del teatro all'aperto e del Viottolone, il grande percorso che taglia  il giardino nella  sua lunghezza, per poi discendere piano verso una vasca artificiale con al centro un isolotto arricchito da una fontana e da sculture.

Intorno al Viottolone  giardini geometrici e un labirinto vengono disegnati da bossi, cipressi ed allori creando così nuovi spazi, nuove prospettive, passaggi e angoli dall’ombra imperturbabile e una sorta di zoo dove animali esotici trovavano il luogo per vivere.

 Con l’avvio del Settecento e la venuta in Boboli della casata dei Lorena, il giardino perderà la sua forma precedente per dare spazio a nuovi concetti architettonici. Così il piccolo zoo arricchito dai colori sgargianti di animali rari si trasforma in luogo dove alberi di agrumi ed ananas possono fornire frutti per i più disparati pranzi  granducali con lo scopo, alla fine, di stupire i numerosi ospiti.

In contrapposizione con questi ultimi due secoli, tra magnificenza e fasti, l’Ottocento napoleonico porterà l’abbandono parziale del giardino e il suo inesorabile inselvatichimento di questo, per poi riproporre con il Novecento un concetto tutto nuovo dell’architettura ambientale composta da una modernità composta, materialista e sobria.

Boboli è un gioiello pubblico, sono scomparsi gli echi di re e di granduchi insieme ai concetti di privata magnificenza e di pubblico potere, sono scomparse le risonanze di epoche fatte di individualismi storici ed etici per regalare al mondo un luogo che appartiene a se stesso e ai suoi abitanti.

La dolce passeggiata che si intraprende nel giardino è fatta di incontri, con una serie infinita di statue, giovani fanciulle e donne, sospesi tra nicchie e radure, statue romane e greche che riportano ad uno spiccato gusto classico per poi perdersi in un quasi giocoso contrafforte fatto di nani e artigiani, contadini e visi comuni.

Il Nettuno imperioso sospeso nell’aria tra spruzzi d’acqua e conchiglie, tra geometrie perfette disegnate da piante di bosso finemente intagliate e scalinate che sembrano portino verso l’azzurro del cielo mentre Vulcano scruta l’orizzonte in cerca di chissà cosa, lui e il suo mantello, lui e il suo sguardo infinito.

In questo continuo garbuglio di immagini vi sono cani da caccia, aquile, Perseo alla ricerca di Andromeda mentre i putti nuotano felici nell’acqua, leoni che indagano sui visi degli ospiti e contadini che recano frutta.

 Si rimane un po’ storditi se ci si abbandona a tutto questo veloce vortice di immagini, di luce e di ombre, di grida e di assoluti silenzi eppure chi va cercando un senso logico a tutte queste comunicazioni, ne troverà ben poco.

Troverà invece l’armonia perfetta di stili e di immagini che, contrapponendosi tra di loro, emanano suoni  per nulla distorti e stonati, in un equilibrio perfetto tra stili e umori, tra gioco, fantasia e realtà.

 

 

GPS: 43° 45' 57,10'' N

             11° 14' 59,07'' E

 

Indirizzo: Piazza de Pitti, 1

Uscita Autostradale: Firenze Nord A11

 Area Sosta: strutture private

 

(A.L.)

(agg: febbraio 2019)