Il Senso della Vita al Giardino di Villa Barbarigo- Valsanzibio-Pd-

 

Aperto al visitatore con barriere architettoniche presenti- A pagamento

Open- handicap accessible-Ticket

I caNperisti non sono graditi se non sono di piccola taglia

Info stradali e sosta camper a fondo pagina

 

 

Valsanzibio, frazione del comune di Galzignano Terme, a quindici chilometri da Padova, ospita  Villa Barbarigo e il  suo parco, raro esempio di giardino simbolico seicentesco, costruita su commissione del nobile veneziano Francesco Zuane Barbarigo, un tempo raggiungibile da Venezia grazie alla fitta rete di canali navigabili.

I giardini all'italiana nascono nel XV secolo con un gusto rivolto all’armonia e la bellezza, caratterizzando questi con terrazzamenti, con scenografie e architetture legate al verde e al mondo naturale

Il Seicento lo accoglie subendo influenze barocche caricandosi così di significati simbolici di cui questo giardino ne è principale testimone, dove  elementi cristiani e figure mitologiche si fondono nello  squisito ideale rinascimentale.

Le cifre del giardino appaiono alquanto rilevanti: su una estensione globale di circa 15 ettari e valorizzato da 60.000 metri quadrati di bosso a spalliera, si trovano in esso  70 statue di marmo bianco, 800 piante di 76 essenze diverse mentre il labirinto  si sviluppa in 1 chilometro e mezzo di percorso per 10 mila metri quadrati di bosso, oltre a sentieri, laghetti, peschiere e ruscelli d’acqua con i loro giochi, piante rare e alberi secolari…che raccontato così sembra solo un immenso ed arruffato connubio di scenografie e  vegetazione. Ma non è così.

Se il classico giardino all'italiana si presenta diviso in zone ben definite in cui trovano spazio inizio e fine, il Giardino di Valsanzibio si dispiega quale insieme di percorso simbolico concepito sull’idea del cammino dell’uomo dalla dimensione terrena verso la salvezza divina.

Se l’ingresso principale denota un lungo viale la cui sceneggiatura esplode in fondo con la presenza della Villa, vogliamo partire da quello che un tempo era l’entrata con le barche, magari gondole, che portava al giardino stesso.

Infatti ad esso vi si accede dal Portale di Diana,  punto d'approdo del canale che collegava la villa alla laguna. Da qui gli stessi componenti della casata dei Barbarigo, approdavano a questa villa provenienti da quella situata in Venezia.

Un tempo molto estesa , qui oggi vi si trova solo il laghetto preservato per rispecchiare e per poter comprendere la grandiosità dell’idea principe del luogo e della sua realizzazione finale.

Il Portale di Diana è  arricchito con  fontane, bassorilievi e statue su cui padroneggia quella di Diana-Luna,  dea prescelta per vigilare la natura e gli animali selvaggi, e dal cui terrazzo si vede il Teatro delle Acque e in un lato, il labirinto.

Si entra nel giardino attraverso l'arco di Sileno, costeggiando  la peschiera detta Bagno di Diana,  specchio in un naturale teatro d'acqua per poi accedere alla Fontana dell’Iride e alla Peschiera dei Venti.

La splendida Fontana (detta anche dell'Arcobaleno) è composta da quattro zampilli da cui fuoriesce l’acqua che scopre , con i raggi del sole e l’aria, un sempre presente arcobaleno.

Accanto troviamo il magico e un po’ inquietante labirinto, ancora in forma del tutto originale e scolpito dalle simpatiche e tenaci piante di bosso con la loro estensione.

Di fronte il Monumento del Tempo controlla in assoluto silenzio l'umano cammino vulnerabile e incerto nel suo volo interrotto in uno spazio, raffigurato da un vecchio con le ali chiuse e forse  pronte a prendere il volo, simbolo di un viaggio che inizia nell’assoluta limitatezza del tempo e dello spazio per poi permettere all’uomo di divenire migliore, di poter arrivare alla perfezione.

 In contrapposizione a questo troviamo il Giardino dei Conigli, e la condizione della vita umana stretta dai limiti dello spazio e del tempo.

I conigli stanno a significare il proseguo della vita nel futuro e forse anche un po’ alla concezione un po’ più ottimista nello studio e nella crescita intellettiva umana, che non deve ami essere limitata o definitivamente interrotta.

Si giunge così all’incrocio con il Gran Viale che conduce alla Villa tra alte siepi e alberi che si innalzano verso il cielo, forse anche questi tendenti come la necessità umana di ricerca verso il divino, verso il cielo.

E’ la Fontana delle Pila che immette nel Gran Viale con tutte le sue statue, fontane e giochi d’acqua conducendoci  alla scalinata delle Lonze che tanto ricordano Dante , simbolo di lussuria all’inizio del suo viaggio all’Inferno.

Sulla scalinata leggiamo un sonetto che spiega i significati del Giardino raggiungendo poi il  piazzale della Villa dove otto statue allegoriche che racchiudono la Fontana della Rivelazione, ultima tappa e meta finale dell’intero percorso verso la salvezza dell’anima umana.

Un parco unico nel suo genere tra bellezze naturali che si dipanano lungo tutto lo splendido percorso di visita e un'occasione unica per vivere una giornata nella quiete e nella naturale magnificenza di un luogo antico e ben conservato

 

 

GPS: 45° 17' 31,68''  N

             11° 43' 42,74'' E

 

Indirizzo: Via Barbarigo, 15 Valsanzibio

Uscita Autostradale: Terme Euganee A13

Area Sosta: Galzignano Terme, a 2 km dal parco 

(A.L.)

(agg: febbraio 2019)