Quando il Viaggio Diventa Battaglia (seconda parte)

                          Le Cavalcate del Macedone

 

 

 

Ci ritroviamo qui a parlare dei momenti storici in cui, per caso o per quadratura, il viaggio si ritrova ad essere un ingranaggio ben oliato della macchina bellica. 

Oggi guardiamo a oriente nella nostra immaginaria mappa. Verso i territori di Alessandro Magno, verso l’antico Impero Persiano, verso i territori di Egitto e dell’Asia Minore. 

Abbiamo sotto mano un altro esempio letterario che ci aiuti a proseguire il nostro cammino, e questa volta si tratta della trilogia scritta da Valerio Massimo Manfredi – Aléxandros, per l’appunto. 

La figura di Alessandro ha incarnato, nei secoli, l’immagine epica del conquistatore e dello stratega più grande che la storia mai abbia conosciuto. 

Nella sua vita incontriamo il viaggio che si applica ad un ruolo espansionistico e riesce nella sua impresa facendo diventare la figura di Alessandro III una vera e propria leggenda. 

Affiancato dal fido Bucefalo e dall’amico Efestione, Alessandro attraversa le pagine della storia, del romanzo e del viaggio sgominando attacchi e fondando città, lo splendente faro d’Alessandria d’Egitto, roccaforte del Mediterraneo, mostrandoci quanto una vita possa essere cambiata, sconvolta, rapita attraverso le leghe percorse. 

Sta cavalcando lungo il suo percorso, Alessandro, proprio come noi ci apprestiamo dunque a riprendere il nostro cammino. 

Un viaggio per espandere i propri confini terrestri, un viaggio per espandere i propri confini mentali e spirituali. 

E come ci ricorda la lettura dell’ultimo romanzo della trilogia che ci narra le gesta romanzate di quest’uomo che rese romanzata la sua propria vita, il viaggio ci prende, ci rende prigionieri della sua appassionata corsa e di quella meta che continua a sfuggirci: 

 

 

Ci vollero tre settimane di marcia sotto il sole cocente e fu necessario affrontare ancora durissime privazioni prima di vedere la sottile linea verde che annunciava le fertili sponde del Nilo, ma il re sembrava non sentire né la stanchezza né la fame né la sete, assorto nei suoi pensieri o nei suoi ricordi.

 

Il confine del mondo 

Valerio M. Manfredi
 
 (C.F.R.)